Le cinque grafiche indispensabili al bilancio della tua azienda

Le cinque grafiche indispensabili al bilancio della tua azienda

Giu 22, 2020

La redazione del bilancio aziendale è un obbligo ricorrente per tutte le aziende, e oggi è riconosciuta anche come un’importante opportunità per raccontarsi. Raccontare la propria storia attraverso le informazioni finanziarie e il percorso imprenditoriale è un trend in forte crescita. Ma in che modo puoi rendere questo strumento estremamente efficace? 

La grafica è il mezzo per rendere più attraenti le informazioni aziendali, ma decidere quale forma adoperare per una specifica informazione può essere un compito difficile, soprattutto se non si hanno punti di riferimento. 

 

Gli Highlights 

Il tuo bilancio aziendale non deve limitarsi a fornire infinite liste di dati, ma deve far risaltare i risultati, i valori e le statistiche della tua azienda che vuoi evidenziare su tutti gli altri. E se non sei sicuro su cosa considerare un “punto saliente”, prova a porti questa domanda: se un potenziale investitore avesse solo cinque minuti per sfogliare il tuo bilancio aziendale, quali informazioni vorresti che leggesse? Quelle informazioni sono gli highlights da far emergere con i giusti elementi visuali. 

Un esempio? L’azienda danese Bang&Olufsen produce apparecchi audio, televisori e ottimi bilanci aziendali. Nell’Annual Report 2017/18 gli highlights sono divisi in piccoli bocconi digeribili che combinano testi e numeri, e la grafica ricorre a un’organizzazione dei contenuti originale che attrae lo sguardo nei punti più importanti. 

I grafici a barre e a colonne 

Un bilancio aziendale ha bisogno di mettere a confronto molti dati, e il modo più efficace per farlo è usare i grafici a barre e a colonne. Prediligi il grafico a colonne quando devi mostrare non più di una decina di valori e le categorie sull’asse X hanno etichette brevi. Usa invece un grafico a barre se devi comparare molti valori e le categorie hanno etichette lunghe, perché è il grafico giusto per dare un aspetto ordinato alle etichette sull'asse Y, soprattutto quando sorge la necessità di affiancare molti valori. 

Nella relazione finanziaria annuale ENEL Green Power, i grafici a colonna mostrano il crescente sfruttamento delle energie rinnovabili in diversi paesi. E lo fanno con una grafica pulita e leggera, che rende i dati di facile comprensione e li inserisce in due pagine dall’aspetto fresco e professionale. 

Le tabelle 

Croce e delizia di ogni grafico editoriale, le tabelle sono semplicemente inevitabili. Ogni bilancio aziendale ne conterà una discreta quantità, quindi perché rassegnarsi a pagine e pagine monocromatiche di dati ammucchiati in colonna, con le righe che si confondono e gli investitori che strizzano gli occhi per non perdere il segno? 

Un’alternativa c’è, ed è sorprendentemente semplice: trattare le tabelle con la stessa dignità del resto del bilancio. La società di Unicredit i-Faber lo fa nel suo Bilancio di Esercizio 2017: i colori sono usati per rendere le tabelle più gradevoli e leggibili, ogni gruppo di dati ha lo spazio necessario e le righe sono graficamente divise l’una dall’altra, per evitare sgradevoli accavallamenti. 

I grafici a torta 

Aerogramma, diagramma a settori circolari o semplicemente grafico a torta: comunque lo si voglia chiamare, difficilmente potrà mancare dal tuo bilancio aziendale. Questo tipo di grafico serve a mostrare i valori percentuali, e lo usiamo quando vogliamo far capire la composizione di qualcosa. Di qualsiasi cosa, perché è in assoluto il grafico più diffuso e di più facile lettura. 

L’organizzazione internazionale indipendente Save the Children fa un ottimo uso dei grafici a torta nel suo Annual Report 2019. Alternando colori densi a scale di grigi, spiega ai donatori la destinazione di tutti i fondi raccolti, le operazioni che finanziano, i luoghi in cui vengono impiegati e anche la loro provenienza. 

I simboli 

“I simboli sono importanti” potrebbe sembrare un’affermazione adatta a un trattato di antropologia, invece è un mantra da ricordare ogni volta che ci chiediamo come esprimere rapidamente un concetto. Accompagnati o meno da un breve testo, i simboli servono a rendere un’idea immediatamente accessibile, e per questo non puoi farne a meno in qualsiasi progetto di comunicazione, compreso il tuo bilancio aziendale. 

Lotus Bakeries è un’azienda belga che produce torte e biscotti. Nel suo Annual Report 2019 ricorre a vari set di simboli in tutto il bilancio, ma l’uso più virtuoso compare nell’illustrazione degli obiettivi raggiunti durante l’anno. Qui i simboli forniscono concretezza a concetti altrimenti astratti: il lancio di un nuovo spot pubblicitario internazionale si trasforma in una mano che tiene un telecomando, mentre il notevole risultato di un fatturato sopra il 600 milioni di euro diventa l’immagine stilizzata di un trofeo. 

In conclusione 

Se vuoi sfruttare l’occasione per comunicare bene con i tuoi investitori che ti offre la pubblicazione del bilancio della tua azienda, ricordati di includere queste cinque grafiche indispensabili: 

  • Estrapola i punti salienti del bilancio e organizzali in modo intuitivo e originale. 
  • Usa i grafici a colonna e a barre per comparare dati: inserisci in quelli a colonna non più di dieci valori per volta; adopera i grafici a barre se vuoi tenere ordinate le lunghe etichette di categoria. 
  • Assicurati che la grafica delle tabelle ne renda la lettura semplice e scorrevole. 
  • Trasforma i valori percentuali in grafici a torta chiari e curati. 
  • Usa i simboli per ancorare concetti altrimenti astratti a oggetti concreti. 

E, infine, ricorda sempre che un bilancio aziendale con le grafiche giuste e un aspetto accattivante racconta la storia di un’azienda in salute e fiera dei propri risultati. Esattamente il tipo di azienda in cui vale la pena investire. 

Nel corso degli anni ho lavorato alla grafica e all'impaginazione di tanti bilanci aziendali e mi sono reso conto di una cosa: sempre più aziende apprezzano la differenza che può fare un buon design quando si ha a che fare con numeri e statistiche, e il numero di aziende che cerca un modo gradevole per spiegare il proprio percorso finanziario è costantemente in crescita.

Ho quindi pensato di raccogliere le cinque grafiche più importanti da includere in un bilancio per raccontare al meglio la propria azienda, includendo per ogni grafica un esempio illustre:

  • Gli Highlights di @Bang&Olufsen 
  • I grafici a barre di @ENEL 
  • Le tabelle di @iFaber 
  • I grafici a torta di @Save the Children 
  • I simboli di @Lotus Bakeries

Buona lettura!

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Cosa ci insegna l’intelligenza artificiale che ha imparato a giudicare i libri dalla copertina

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Giu 3, 2020

Che cosa racconta la copertina di un libro? Quali indizi rivela sul suo contenuto? Il mondo dell’editoria sa bene che una copertina parla al lettore fin dagli scaffali, perché usa linee guida codificate così diffuse da riuscire a comunicare il genere del libro ancora prima di mettere a fuoco il titolo. 

Un gruppo di ricercatori giapponesi e tedeschi sono partiti da questo assunto quando si sono chiesti se fosse possibile analizzare scientificamente la relazione tra un tipo di copertina e un genere letterario. I ricercatori – provenienti dalla Kyushu University di Fukuoka, il German Research Center for Artificial Intelligence e la Kaiserslautern University of Technology – hanno chiesto a un’intelligenza artificiale di usare solo gli elementi visivi di una copertina per giudicare il genere del libro. E la IA si è messa al lavoro. 

 

L’esperimento 

I ricercatori hanno usato AlexNet, un Convolutional Neural Network (CNN), ossia una rete neurale artificiale programmata per simulare il modo in cui l’occhio umano vede ed elabora gli stimoli visivi e impiegata nei sistemi automatizzati di riconoscimento immagini. 

AlexNet ha analizzato un database di 137.788 copertine di libri presi dalla vetrina di Amazon e classificati in 30 generi da 1900 voci l’uno. I generi classificati vanno dalla fantascienza ai libri per bambini, libri di testo, di viaggio, politica, religione, etc. 

AlexNet ha quindi estrapolato gli elementi visuali più ricorrenti per ogni genere, così da poterli riutilizzare per determinare, dalla sola copertina, il genere di libri non classificati. 

Il database a cui AlexNet ha attinto è aggiornato, completo e vasto, e per questo ci restituisce un’accurata fotografia dei principali trend di design di copertine, individuati con rigore scientifico su un campione rilevante. 

Ma quali sono? 

 

L’importanza del colore 

AlexNet ha individuato innanzitutto una correlazione tra il colore dominante della copertina e il genere a cui appartiene. Il bianco, per esempio, è più spesso collegato a libri di auto-aiuto, il giallo ai libri di religione e spiritualità, il verde a quelli di scienza e matematica. Il blu si trova sulle copertine dei libri di computer e tecnologia, il rosso su quelle dei libri medici, il nero su biografie e memorie. 

A fare la differenza non è solo il colore in sé, ma anche la sua tonalità. Il beige e il tanno (una gradazione chiara del marrone) si trovano soprattutto nei libri di cucina, cibo e vino, mentre il verde domina i libri di hobbistica e casa, ma solo perché trattano spesso di giardinaggio. I libri per bambini hanno sfondi gialli o comunque vivaci, mentre le copertine fantasy e di fantascienza preferiscono sfondi scuri o neri. 

 

Le immagini contano 

Non solo le immagini in copertina sono state fondamentali per riconoscere il genere del libro, ma AlexNet ha imparato a distinguere anche le stesse figure in contesti visivi diversi e ad assegnare il giusto genere a libri differenti la cui copertina conteneva un’immagine simile. Molti generi diversi usano immagini di persone, ma il tipo di persona, la sua posizione e come è vestita hanno spinto AlexNet a classificarle in un genere piuttosto che in un altro. 

AlexNet ha poi individuato una relazione tra i libri di legge e le copertine con il titolo contenuto da fasce rettangolari, mentre copertine con grandi paesaggi sono ricadute più spesso nella categoria “Viaggi”. I libri di cucina, cibo e vino sono stati associati a immagini di pietanze estese da un lato all’altro della copertina, le bande di colore solido ai libri di testo. Infine, i libri del genere “Biografie e Memorie” hanno più spesso messo in copertina ritratti fotografici in primo piano. 

 

Il font precede le parole 

Poiché lo studio si è focalizzato solo sull’aspetto visuale delle copertine, AlexNet non ha “letto” i titoli dei libri del suo database, ma li ha soltanto “guardati”, proprio come lo sguardo di un lettore percepisce l’aspetto di un testo prima di capirne il significato. 

I dati estrapolati hanno dimostrato che i libri di genere “Mistero, Thriller & Suspense” usano per i titoli testi ingombranti e sovrapposti alle immagini, in font sans serif, che li distinguono da generi che ricorrono a una gamma di colori simile ma che preferiscono un lettering differente, come i libri fantasy e di fantascienza. Le copertine della sezione “Narrativa” prediligono invece font espressivi, capaci di comunicare qualcosa dell’atmosfera del libro. 

 

I risultati 

Una volta catalogati i trend più ricorrenti nelle copertine di libri, AlexNet ha avuto un moderato successo nell’identificare il genere di ogni libro, ma la percentuale di riuscita si è aggirata tra il 24 e il 40 percento, con un picco al 68,9 percento nel riconoscimento dei libri di preparazione ai test standardizzati. È un risultato interessante ma non entusiasmante, che può essere attribuito a due fattori. 

Il primo è l’ambiguità di alcuni tipi di copertine. AlexNet ha spesso confuso generi nell’aspetto simili, come per esempio i libri per bambini e i graphic novel: in entrambi prevalgono copertine illustrate e colorate in modo vivace, ed è facile immaginare un acquirente poco pratico entrare in una libreria per comprare un regalo a un seienne e uscire con un’antologia di Ratman sotto il braccio. 

Ma ciò che AlexNet non è stato in grado di misurare, più di qualsiasi altra cosa, è la creatività. Ogni grafico si accosta al progetto di una copertina tenendo bene a mente le formule standard, ma la creatività è lo strumento che usa per disfare e ricomporre quelle formule, così da realizzare qualcosa che sia innovativo e attraente, ma che rimanga allo stesso tempo riconoscibile nel proprio genere. 

O meglio: riconoscibile nel proprio genere, certo. Ma soltanto da un occhio sufficientemente umano. 

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Progettazione grafica del bilancio aziendale: 4 errori comuni (e come evitarli)

Progettazione grafica del bilancio aziendale: 4 errori comuni (e come evitarli)

Progettazione grafica del bilancio aziendale: 4 errori comuni (e come evitarli)

 Il bilancio aziendale è una cosa seria. Non solo arriva nelle mani di investitori e soci presenti e potenziali, ma è uno strumento di marketing da cui possono trarre beneficio aziende e imprese di tutte le dimensioni. La sua progettazione grafica non può quindi essere trascurata: se non valorizzati visivamente, i numeri più importanti si perderanno, e le analisi salienti non verranno mai lette. 

Insomma, nella progettazione grafica del bilancio aziendale non ci si possono permettere errori. Eppure molte imprese commettono sviste evitabili, sprecando l’incredibile opportunità di marketing e reputation building che il bilancio aziendale rappresenta. 

Ma di quali errori stiamo parlando, e come possiamo risolverli? 

1. La copertina è anonima 

Se un libro è noioso già dalla prima pagina, chi lo leggerà mai? La copertina di un bilancio aziendale risponde alla stessa logica, ma con una posta in gioco più alta: una copertina scialba dà l’idea di un’azienda ugualmente priva di personalità. Nell’era della brand identity, l’anonimia è un peccato capitale. 

Soluzione 

Trova un’immagine d’impatto, che rappresenti la tua azienda, e accordala con il lettering del titolo. Valuta se aggiungere uno slogan accattivante. Ricorda anche che la copertina non può essere slegata dal contenuto della pubblicazione, ma deve adattarsi alla progettazione grafica di ogni pagina. 

La copertina del bilancio Renco 2018 

Nell’esempio del bilancio aziendale RENCO 2018, sia la fotografia che il lettering del titolo trasmettono un senso di solidità che ben si addice a una compagnia attiva nel settore dell’ingegneria energetica. I toni caldi della foto non solo sono in accordo con il logo della compagnia e con il titolo sulla copertina, ma vengono anche ripresi nei titoli interni, così creando un piacevole senso di uniformità grafica. 

 

2. L’impaginazione è troppo fitta 

I muri di testo scoraggiano la lettura come poche altre cose. Un’impaginazione in cui il testo riempie ogni angolo della pagina farà forse risparmiare qualche foglio, ma renderà il contenuto poco leggibile e l’esperienza del lettore frustrante. 

Soluzione 

Usa titoli, sottotitoli e immagini che spezzino visivamente il testo e rendano complessivamente più gradevole la pagina. Ma soprattutto, ricorda che lo spazio vuoto è una risorsa. Un’impaginazione che bilancia sapientemente contenuti scritti, immagini e spazi bianchi fa sì che il lettore non sia sopraffatto dai dati e abbia un’esperienza positiva. 

L’impaginazione del Bilancio iFaber del Gruppo Unicredit 

Nel bilancio iFaber, l’occhio non ha bisogno di affaticarsi: troviamo spazio vuoto negli ampi margini laterali e superiori, all’interno delle tabelle e nelle stesse immagini, grazie a un’elaborazione grafica che permette al bianco di infiltrare e scomporre anche i margini delle fotografie. 

 

3. I numeri sono solo cifre in colonna 

I numeri sono i protagonisti di ogni report finanziario, e un bilancio non può farne a meno. Proprio per questo, è sorprendente vedere quanto spesso i bilanci facciano torto ai numeri, inscatolandoli esclusivamente in tabelle che non fanno risaltare i dati più significativi, quelli capaci di raccontare meglio l’andamento dell’azienda. 

Soluzione 

Individua i numeri più importanti e usa diagrammi e grafici per comunicare in maniera visiva informazioni che altrimenti sarebbero solo numeriche. L’infografica è un’arma indispensabile nell’arsenale di chi vuole trasmettere concetti complessi in modo semplice e immediato. 

I numeri nel Bilan Social della École française 

Nel bilancio sociale della École française, i numeri vengono trasformati in grafici a torta. I colori densi accendono la pagina e preservano l’aspetto raffinato della pubblicazione. Le tabelle sono spezzate in unità di poche righe, che il lettore può digerire più facilmente. 

 

4. Il bilancio non riflette l’identità della tua azienda 

Ci sono molti modi per contribuire a una brand identity, e ce ne sono altrettanti per scompaginarla e svuotarla di significato. Le vie di mezzo non esistono, e il bilancio aziendale 

che non è nel primo gruppo finirà inevitabilmente nel secondo. L’errore risiede nel non conoscersi: un’impresa “innovativa” che ripiega su un bilancio dalla grafica standard sta perdendo un’opportunità. Allo stesso modo, scegliere un design fuori dagli schemi sarà un passo falso per l’azienda la cui parola chiave è “tradizione”. 

Soluzione 

Chi in un’azienda si occupa di marketing conosce alla perfezione le strategie di brand identity in atto, quindi assicurati di consultarlo. Molto si gioca sugli elementi visuali, e l’ufficio marketing sarà in grado di fornire tutte le linee guida necessarie alla progettazione grafica di un bilancio aziendale che aderisca e arricchisca l’identità della tua impresa. 

I colori del bilancio Enel Green Power 2015 

Nella relazione Enel Green Power 2015, ad essere verde non è solo l’energia. Le sfumature usate nel logo vengono riprese nei titoli e sottotitoli dell’impaginato, nei grafici e nelle infografiche. In una sola pubblicazione, l’identità visiva di Enel e l’archetipo visuale dell’energia ecologica si incontrano, veicolando un messaggio doppiamente efficace grazie ai toni vivaci e reader-friendly. 

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Apr 24, 2020

Per capire il valore di una buona copertina, pensa all’ultimo acquisto che hai fatto in libreria. Saprai dire il titolo oppure l’autore, forse la casa editrice, molto difficilmente le parole con cui inizia. Ma sicuramente ricorderai la sua copertina.

Le tipologie di copertine sono numerose e vengono spesso innovate, rielaborate, destrutturate e ricomposte, perché gli editori sanno che è lì che si combatte la battaglia per l’attenzione del lettore. Ma ci sono alcune macro-categorie ricorrenti, che non lasciano mai le librerie, perché riescono meglio delle altre a creare l’impatto visivo che porta il libro ad essere sfogliato e comprato.


La copertina autorevole


Nessuno pensava che una copertina avrebbe potuto definire un intero genere letterario ma, quasi un secolo fa, avvenne proprio questo. Nel 1929 Mondadori iniziò a pubblicare un determinato tipo di libri uniformando il colore delle loro copertine. Da quel momento in poi, in Italia, i libri polizieschi si sono chiamati “gialli”. Ancora oggi, una copertina gialla richiama inevitabilmente l’attenzione di tutti gli appassionati del genere.

Allo stesso modo, ogni estimatore della buona narrativa sa riconoscere una copertina Adelphi, ma non serve essere uno dei maggiori editori italiani per essere presi sul serio al primo sguardo. Quando ben miscelati, elementi grafici fissi e variabili vanno a comporre l’identità grafica non solo di un libro, ma anche di una intera casa editrice. E se quella casa editrice offre un catalogo valido, i lettori impareranno presto a collegare un tipo di copertina a qualcosa che vale la pena leggere.


La copertina minimal


È la copertina evocativa per eccellenza, ma anche la più facile da sbagliare. Ha un design essenziale che lavora per sottrazione, eliminando tutto il superfluo e lasciando pochi elementi grafici capaci di sintetizzare l’atmosfera o il punto focale del libro.

Può usare la mono o la bicromia, con illustrazioni composte da poche linee o immagini di dettagli normalmente trascurati, ma significativi. Può usare spazi vuoti, silhouette, fotografie. Può semplicemente ispirarsi a un design minimalista o andare in una direzione più radicale. In ogni sua declinazione, però, la copertina minimal avrà un design pulito, costruito per guidare e centrare l’attenzione del lettore.


La copertina “bizantina”


Diametralmente opposta alla minimalista, la copertina “bizantina” non teme di occupare lo spazio e lascia pochi angoli vuoti, ricordando spesso la complessità di un arazzo. È ricca di forme, colori e dettagli capaci di immergere il potenziale lettore nell’aura del racconto ancora prima di leggerne la sinossi.

Si può reinterpretare per qualsiasi tipo di libro ma, catturando l’attenzione grazie alla sua vividezza, valorizza in particolar modo romanzi similmente ricchi, emozionanti, , spesso calati in ambientazioni immaginifiche, distanti nel tempo e nello spazio.

 


La copertina alla moda


Tra tutti i trend di grafica editoriale possibili, quelli che riguardano le copertine sono i più volubili, ma anche i più interessanti da seguire. Cinque anni fa le librerie anglosassoni erano invase da sagome nere su sfondi scuri o tuttalpiù spenti, colori primari e calligrafie moderne.

Nel 2020 un lettore avrà più probabilità di imbattersi in titoli dal lettering ingombrante, impossibili da non notare, ma anche in pattern e temi naturalistici più delicati e accostamenti cromatici rétro. E se anche essere alla moda non costituisce un valore in sé, esplorare opzioni diverse e nuove per una copertina aumenta esponenzialmente la possibilità di trovare la perfetta formula per valorizzare l’intero libro.

 


La copertina giusta


Che sia minimal o “bizantina”, che segua le ultime mode in fatto di grafica editoriale o si rifaccia a uno standard specifico, capace di veicolare l’identità della casa editrice, non esiste copertina che possa prescindere dal suo libro.

La copertina giusta è quella che prende in considerazione l’intento del libro stesso, il pubblico a cui si rivolge e la fetta di mercato editoriale in cui si muove. Un romanzo, un catalogo d’arte, un lungo saggio storico e un libro di ricette possono essere tutti valorizzati dalla stessa cosa: una copertina che faccia loro da incipit, che incuriosisca il lettore abbastanza da farli pescare tra centinaia di altri libri, guardarli e aprirli. Consegnando, infine, il compito di alimentare quella curiosità alle mani dello scrittore.

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