La copertina di un libro si giudica in 3 secondi: cosa funziona davvero sugli scaffali (e su Amazon)

La copertina di un libro si giudica in 3 secondi: cosa funziona davvero sugli scaffali (e su Amazon)

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Davanti a uno scaffale, un libro sconosciuto ha circa tre secondi per farsi scegliere. Chip Kidd, il grande book designer americano, paragonava le librerie a una discoteca: un attimo per farti notare, poi lo sguardo passa oltre. La novità è che oggi quei tre secondi si giocano su due campi: lo scaffale fisico e la miniatura di 80–160 pixel sugli store online. Secondo i dati AIE), nel 2025 le librerie fisiche valgono il 55,6% delle vendite di varia, l'online il 40%: una copertina che funziona solo in libreria rinuncia a quattro lettori su dieci; una che funziona solo come thumbnail, agli altri sei.

Cosa guarda l'occhio nei tre secondi

Il primo equivoco da smontare è che in tre secondi il lettore "legga" qualcosa. Non legge: percepisce. Prima arriva il colore — o meglio il contrasto rispetto ai vicini di scaffale. Poi la forma. Solo alla fine l'occhio si legge il titolo. Bruno Munari, il famoso designer italiano, lo diceva già negli anni Cinquanta: un libro comunica visivamente prima ancora di essere letto e chi vuole mettere tanti concetti in così poco spazio ottiene una copertina che non dice nulla.

Titolo, immagine, dorso: le gerarchie

Progettare una copertina significa decidere chi comanda. Il titolo, quando è corto ed evocativo: la copertina diventa progetto tipografico, come nella tradizione italiana da Einaudi ad Adelphi. L'immagine, quando ha da sola la forza di fermare lo sguardo: la logica del manifesto. Il nome dell'autore, quando l'autore è il vero brand. MAI tutti e tre gli elementi devono essere inseriti con la stessa forza visiva.

Inoltre c'è da ricordare che nelle librerie la maggior parte dei libri è esposta di costa: due centimetri di carta sono spesso l'unica copertina che il lettore vedrà. Va progettato bene insieme al piatto e va verificato ad un metro di distanza.

La prova thumbnail: la vostra copertina funziona a 80 pixel?

Sul tema, come racconta un bel confronto, pubblicato dal Post, tra i massimi cover designer americani, internet non ha cambiato nulla, perché ciò che funziona in piccolo funziona ancora meglio in grande, il francobollo digitale non ha inventato regole nuove, ha reso "spietate" quelle di sempre.

Il test che facciamo in studio è semplice: riducete la copertina a due centimetri. Si legge il titolo? Si capisce il genere? Si distingue dalle concorrenti su Amazon? Anche un solo no impone di tornare al tavolo da disegno.

Generi e codici visivi: perché i gialli sono "gialli"

Ogni genere ha un guardaroba che il lettore conosce a memoria senza saperlo. In Italia il caso è fondativo: nel 1929 i Libri Gialli Mondadori scelsero un colore così riconoscibile da dare il nome al genere — forse l'unico caso al mondo in cui una scelta di design editoriale è entrata nel vocabolario di una lingua. Il grafico deve rispettare il codice quanto basta per essere capito dal pubblico ma deve anche tradirlo quanto basta per essere notato ed evitare l'omologazione.

Città Nuova edizioni, Bookst, Il sexante

Per molte casa editrici ideiamo e realizziamo copertine per diversi titoli e collane. Lavorare per un editore aggiunge una terza dimensione: ogni copertina deve vincere i suoi tre secondi da sola, ma anche appartenere a una famiglia riconoscibile a distanza. Il progetto non è la singola copertina: è il sistema.

Lo studio Agostini, con più di 25 anni di esperienza nel campo editoriale, può aiutarvi con una consulenza gratuita o dei consigli pratici. Scrivete a info@studiograficoagostini.com oppure chiamate il numero 0684241923.

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    Giu 3, 2020

    Che cosa racconta la copertina di un libro? Quali indizi rivela sul suo contenuto? Il mondo dell’editoria sa bene che una copertina parla al lettore fin dagli scaffali, perché usa linee guida codificate così diffuse da riuscire a comunicare il genere del libro ancora prima di mettere a fuoco il titolo. 

    Un gruppo di ricercatori giapponesi e tedeschi sono partiti da questo assunto quando si sono chiesti se fosse possibile analizzare scientificamente la relazione tra un tipo di copertina e un genere letterario. I ricercatori – provenienti dalla Kyushu University di Fukuoka, il German Research Center for Artificial Intelligence e la Kaiserslautern University of Technology – hanno chiesto a un’intelligenza artificiale di usare solo gli elementi visivi di una copertina per giudicare il genere del libro. E la IA si è messa al lavoro. 

     

    L’esperimento 

    I ricercatori hanno usato AlexNet, un Convolutional Neural Network (CNN), ossia una rete neurale artificiale programmata per simulare il modo in cui l’occhio umano vede ed elabora gli stimoli visivi e impiegata nei sistemi automatizzati di riconoscimento immagini. 

    AlexNet ha analizzato un database di 137.788 copertine di libri presi dalla vetrina di Amazon e classificati in 30 generi da 1900 voci l’uno. I generi classificati vanno dalla fantascienza ai libri per bambini, libri di testo, di viaggio, politica, religione, etc. 

    AlexNet ha quindi estrapolato gli elementi visuali più ricorrenti per ogni genere, così da poterli riutilizzare per determinare, dalla sola copertina, il genere di libri non classificati. 

    Il database a cui AlexNet ha attinto è aggiornato, completo e vasto, e per questo ci restituisce un’accurata fotografia dei principali trend di design di copertine, individuati con rigore scientifico su un campione rilevante. 

    Ma quali sono? 

     

    L’importanza del colore 

    AlexNet ha individuato innanzitutto una correlazione tra il colore dominante della copertina e il genere a cui appartiene. Il bianco, per esempio, è più spesso collegato a libri di auto-aiuto, il giallo ai libri di religione e spiritualità, il verde a quelli di scienza e matematica. Il blu si trova sulle copertine dei libri di computer e tecnologia, il rosso su quelle dei libri medici, il nero su biografie e memorie. 

    A fare la differenza non è solo il colore in sé, ma anche la sua tonalità. Il beige e il tanno (una gradazione chiara del marrone) si trovano soprattutto nei libri di cucina, cibo e vino, mentre il verde domina i libri di hobbistica e casa, ma solo perché trattano spesso di giardinaggio. I libri per bambini hanno sfondi gialli o comunque vivaci, mentre le copertine fantasy e di fantascienza preferiscono sfondi scuri o neri. 

     

    Le immagini contano 

    Non solo le immagini in copertina sono state fondamentali per riconoscere il genere del libro, ma AlexNet ha imparato a distinguere anche le stesse figure in contesti visivi diversi e ad assegnare il giusto genere a libri differenti la cui copertina conteneva un’immagine simile. Molti generi diversi usano immagini di persone, ma il tipo di persona, la sua posizione e come è vestita hanno spinto AlexNet a classificarle in un genere piuttosto che in un altro. 

    AlexNet ha poi individuato una relazione tra i libri di legge e le copertine con il titolo contenuto da fasce rettangolari, mentre copertine con grandi paesaggi sono ricadute più spesso nella categoria “Viaggi”. I libri di cucina, cibo e vino sono stati associati a immagini di pietanze estese da un lato all’altro della copertina, le bande di colore solido ai libri di testo. Infine, i libri del genere “Biografie e Memorie” hanno più spesso messo in copertina ritratti fotografici in primo piano. 

     

    Il font precede le parole 

    Poiché lo studio si è focalizzato solo sull’aspetto visuale delle copertine, AlexNet non ha “letto” i titoli dei libri del suo database, ma li ha soltanto “guardati”, proprio come lo sguardo di un lettore percepisce l’aspetto di un testo prima di capirne il significato. 

    I dati estrapolati hanno dimostrato che i libri di genere “Mistero, Thriller & Suspense” usano per i titoli testi ingombranti e sovrapposti alle immagini, in font sans serif, che li distinguono da generi che ricorrono a una gamma di colori simile ma che preferiscono un lettering differente, come i libri fantasy e di fantascienza. Le copertine della sezione “Narrativa” prediligono invece font espressivi, capaci di comunicare qualcosa dell’atmosfera del libro. 

     

    I risultati 

    Una volta catalogati i trend più ricorrenti nelle copertine di libri, AlexNet ha avuto un moderato successo nell’identificare il genere di ogni libro, ma la percentuale di riuscita si è aggirata tra il 24 e il 40 percento, con un picco al 68,9 percento nel riconoscimento dei libri di preparazione ai test standardizzati. È un risultato interessante ma non entusiasmante, che può essere attribuito a due fattori. 

    Il primo è l’ambiguità di alcuni tipi di copertine. AlexNet ha spesso confuso generi nell’aspetto simili, come per esempio i libri per bambini e i graphic novel: in entrambi prevalgono copertine illustrate e colorate in modo vivace, ed è facile immaginare un acquirente poco pratico entrare in una libreria per comprare un regalo a un seienne e uscire con un’antologia di Ratman sotto il braccio. 

    Ma ciò che AlexNet non è stato in grado di misurare, più di qualsiasi altra cosa, è la creatività. Ogni grafico si accosta al progetto di una copertina tenendo bene a mente le formule standard, ma la creatività è lo strumento che usa per disfare e ricomporre quelle formule, così da realizzare qualcosa che sia innovativo e attraente, ma che rimanga allo stesso tempo riconoscibile nel proprio genere. 

    O meglio: riconoscibile nel proprio genere, certo. Ma soltanto da un occhio sufficientemente umano. 

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    Apr 24, 2020

    Per capire il valore di una buona copertina, pensa all’ultimo acquisto che hai fatto in libreria. Saprai dire il titolo oppure l’autore, forse la casa editrice, molto difficilmente le parole con cui inizia. Ma sicuramente ricorderai la sua copertina.

    Le tipologie di copertine sono numerose e vengono spesso innovate, rielaborate, destrutturate e ricomposte, perché gli editori sanno che è lì che si combatte la battaglia per l’attenzione del lettore. Ma ci sono alcune macro-categorie ricorrenti, che non lasciano mai le librerie, perché riescono meglio delle altre a creare l’impatto visivo che porta il libro ad essere sfogliato e comprato.


    La copertina autorevole


    Nessuno pensava che una copertina avrebbe potuto definire un intero genere letterario ma, quasi un secolo fa, avvenne proprio questo. Nel 1929 Mondadori iniziò a pubblicare un determinato tipo di libri uniformando il colore delle loro copertine. Da quel momento in poi, in Italia, i libri polizieschi si sono chiamati “gialli”. Ancora oggi, una copertina gialla richiama inevitabilmente l’attenzione di tutti gli appassionati del genere.

    Allo stesso modo, ogni estimatore della buona narrativa sa riconoscere una copertina Adelphi, ma non serve essere uno dei maggiori editori italiani per essere presi sul serio al primo sguardo. Quando ben miscelati, elementi grafici fissi e variabili vanno a comporre l’identità grafica non solo di un libro, ma anche di una intera casa editrice. E se quella casa editrice offre un catalogo valido, i lettori impareranno presto a collegare un tipo di copertina a qualcosa che vale la pena leggere.


    La copertina minimal


    È la copertina evocativa per eccellenza, ma anche la più facile da sbagliare. Ha un design essenziale che lavora per sottrazione, eliminando tutto il superfluo e lasciando pochi elementi grafici capaci di sintetizzare l’atmosfera o il punto focale del libro.

    Può usare la mono o la bicromia, con illustrazioni composte da poche linee o immagini di dettagli normalmente trascurati, ma significativi. Può usare spazi vuoti, silhouette, fotografie. Può semplicemente ispirarsi a un design minimalista o andare in una direzione più radicale. In ogni sua declinazione, però, la copertina minimal avrà un design pulito, costruito per guidare e centrare l’attenzione del lettore.


    La copertina “bizantina”


    Diametralmente opposta alla minimalista, la copertina “bizantina” non teme di occupare lo spazio e lascia pochi angoli vuoti, ricordando spesso la complessità di un arazzo. È ricca di forme, colori e dettagli capaci di immergere il potenziale lettore nell’aura del racconto ancora prima di leggerne la sinossi.

    Si può reinterpretare per qualsiasi tipo di libro ma, catturando l’attenzione grazie alla sua vividezza, valorizza in particolar modo romanzi similmente ricchi, emozionanti, , spesso calati in ambientazioni immaginifiche, distanti nel tempo e nello spazio.

     


    La copertina alla moda


    Tra tutti i trend di grafica editoriale possibili, quelli che riguardano le copertine sono i più volubili, ma anche i più interessanti da seguire. Cinque anni fa le librerie anglosassoni erano invase da sagome nere su sfondi scuri o tuttalpiù spenti, colori primari e calligrafie moderne.

    Nel 2020 un lettore avrà più probabilità di imbattersi in titoli dal lettering ingombrante, impossibili da non notare, ma anche in pattern e temi naturalistici più delicati e accostamenti cromatici rétro. E se anche essere alla moda non costituisce un valore in sé, esplorare opzioni diverse e nuove per una copertina aumenta esponenzialmente la possibilità di trovare la perfetta formula per valorizzare l’intero libro.

     


    La copertina giusta


    Che sia minimal o “bizantina”, che segua le ultime mode in fatto di grafica editoriale o si rifaccia a uno standard specifico, capace di veicolare l’identità della casa editrice, non esiste copertina che possa prescindere dal suo libro.

    La copertina giusta è quella che prende in considerazione l’intento del libro stesso, il pubblico a cui si rivolge e la fetta di mercato editoriale in cui si muove. Un romanzo, un catalogo d’arte, un lungo saggio storico e un libro di ricette possono essere tutti valorizzati dalla stessa cosa: una copertina che faccia loro da incipit, che incuriosisca il lettore abbastanza da farli pescare tra centinaia di altri libri, guardarli e aprirli. Consegnando, infine, il compito di alimentare quella curiosità alle mani dello scrittore.

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